Rovine di Velleia
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Le rovine di Velleia Romana, in provincia di Piacenza, sono da alcuni dette "la Pompei del Nord". Velleia è, in epoca romana, un municipio, capoluogo di un vasto territorio montano confinante con quelli di Parma, Piacenza, Libarna e Lucca. I romani vi giunsero in modo totalmente pacifico e nel 42 d.C. Veleia ottenne la prima cittadinanza romana. Il declino di questo luogo è da far risalire al periodo compreso tra la fine del III e l'inizio del IV secolo. Sommersa da un movimento franoso nel 1300, Veleia conosce un lungo periodo di oblìo. L'esplorazione del sito ha inizio a seguito del ritrovamento, fatto casualmente nel 1747, della "Tabula Alimentaria" traianea, la più grande iscrizione su bronzo di tutto il mondo romano, testimonianza databile agli inizi del II sec. d.C. Spezzato e venduto a varie fonderie, ma recuperato dai canonici piacentini Giovanni Roncovieri e Antonio Costa, il prezioso monumento è offerto dal Costa a don Filippo di Borbone, duca di Parma, nel 1760. Proprio grazie a quest'ultimo, la ricerca sul sito di Veleia conosce una metodologia di lavoro razionale in grado di far affiorare dal terreno le testimonianze che rendono chiara la valenza storica di questo luogo. La ricerca archeologica riprende vigore dopo la seconda meta' del 1900.
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